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TERRITORIO

Festività pasquali a Ragusa e dintorni

 

Le festività pasquali in Sicilia sono da sempre tra le più radicate nella tradizione, forse anche perché racchiudono in sé le tre ricorrenze che così bene rappresentano il ciclo della vita e la magia della fede: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù Cristo.

L’appassionata partecipazione popolare si muove attraverso pellegrinaggi, cortei, processioni, ma anche concerti ed eventi di ogni genere; quello che colpisce di queste manifestazioni è l’alternarsi di sentimenti che dal lutto per la morte del Cristo passano a un florilegio di emozioni di gioia e spensieratezza per la sua Resurrezione, sentimenti che sono un tutt’uno con il risveglio della natura, una vera e propria primavera di emozioni.

Quest’anno, dopo i due anni di stop dovuti alla pandemia, i festeggiamenti saranno più sentiti che mai e racchiuderanno in sé un ritorno alla vita difficile da replicare.

A Pasqua e Natali puru i lagnusi addivientanu massari.

(A pasqua e a Natale pure i lagnosi si danno da fare)

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Non solo processioni e pellegrinaggi: vediamo come si festeggia nei territori Iblei

 

Gli appuntamenti da non perdere nei dintorni di Ragusa sono sicuramente molti di più, ma noi ci teniamo a segnalarvi questi in particolare: queste tre manifestazioni sono un concentrato di tradizione rinnovata dalla passione e dalla partecipazione anche delle nuove generazioni.

Per le strade di Modica, a Pasqua, il Cristo Risorto incontra la Madonna: è la festa della Madonna Vasa Vasa.

Sin dal mattino le strade sono piene di persone e decorazioni, tutti aspettano A ‘Vasata di mezzogiorno. La manifestazione simula l’incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto: due processioni distinte che portano con sé i simulacri delle due figure sacre - quella con Gesù, dalla chiesa di Santa Maria del Betlemme e quella con la Madonna, dalla chiesa di San Pietro. Il simulacro della Madonna è coperto da un velo nero, a simboleggiare l’abito a lutto di una madre addolorata e la sua processione la porta in giro per le strade alla ricerca del figlio.  I due cortei attraversano il centro storico mossi dalla voglia di incontrarsi, si inseguono, si cercano, ma non si trovano fino a mezzogiorno, quando si incontrano all’altezza del Palazzo della Città. Il manichino di Maria — capace di muover braccia e mani e con un viso angelico e finemente modellato — è manovrato dall’interno, alla vista di Gesù, lascia cadere il velo nero e contemporaneamente libera decine di colombe bianche, il cui volo è di buon auspicio per il raccolto dell’annata.

Con una nuova veste celeste e rossa, si protende verso Gesù — muovendo le braccia per abbracciarlo — lo bacia e lo benedice con grande passione, è ‘a vasata. È il primo dei tre momenti che scandiscono la manifestazione, quando si raggiunge il climax massimo vengono lanciati festosi e colorati coriandoli in aria.

Il bacio di ricongiunzione e la benedizione vengono ripetuti di fronte alle rispettive chiese.

L’entusiasmo con cui il simulacro della Madonna corre verso quello del figlio risorto ha dato vita a un modo di dire, dedicato a quelle ragazze che appaiono espansive con i ragazzi:  “mi pari a Maronna vasa vasa”.

A Comiso invece i festeggiamenti di Pasqua iniziano con il canto el Regina Coeli, dove l'angelo annunzia alla Madonna la resurrezione del figlio. Subito dopo arriva la sciuta, il momento in cui i simulacri di Gesù Risorto e della Madonna Annunziata escono dalla basilica dell’Annunziata, le due statue, accompagnate dalla folla ondeggiante, ripetono più volte il rito della Paci: si avvicinano e si allontanano più volte, intanto due bambini vestiti da angeli intonano il Regina Coeli. Ogni Paci  sono tre incontri, e ad ogni chiesa viene ripetuta una Paci, ma non sono tutte uguali. La più attesa è A Paci ro strittu, che si tiene davanti alla chiesa di Santa Maria delle Stelle, rivale storica della chiesa di partenza. L’ultima Paci è a notte fonda, in piazza Fonte Diana, dove i juocu ‘i fuocu  (fuochi d’artificio) illuminano finalmente il cielo.

Tra tutte le feste, la più sfarzosa e folle è a Scicli per l’Uomo Vivo anche chiamata, appunto, U Gioia. Qui si sente – vivo come non mai – un sentimento di pura gioia; mentre il santo simulacro dell’Uomo Vivo, ovvero il Cristo Risorto, viene portato in giro con grande entusiasmo e instancabile esuberanza. Le danze impazzano in tutta la città barocca. I ritmi concitati, le luci, le piazze gremite: tutto è un inno alla vita e alla gaiezza; alla rinascita. Anche Vinicio Capossela dedicò una canzone all’Uomo Vivo e spesso le sue note riecheggiano proprio in occasione di questa festa così sentita.

Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua.

(Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua)

Anche qui in villa celebriamo ogni anno le feste dedicate alla Pasqua e per farlo ospitiamo la processione della Via Crucis del quartiere, accogliendo la comunità e partecipando con loro a questo rito.

La pasqua iblea a tavola

Pastieri e Cassatedde

Cassatelle: è il dolce tipico della Pasqua iblea, semplice, come sobria è la cultura ragusana. E’ una base di pasta fillo con una crema di ricotta ed una spolverata con cannella. Nulla a che vedere con la “cassata siciliana” dolce iconico della pasticceria barocca, ricoperto di glassa allo zucchero.

 

Pastieri: fanno parte della famiglia delle ‘mpanate/scacce tipiche della tradizione ragusana. Sono dei rustici ripieni di carne di agnello o capra (in antichità non si preparavano con la carne perché troppo cara). Si mangiavano tradizionalmente il sabato di Pasqua, per celebrare la fine del digiuno pasquale.

 

>Per un assaggio delle tradizionali cassatelle pasquali non vi resta che soggiornare in Villa durante il periodo delle feste pasquali, potrete infatti trovarle all’interno della nostra gustosa colazione, accompagnate dai tanti prodotti del territorio.

 

DIARIO

Annotazioni di viaggio

3 giorni tra bellezza e buon cibo

Annotazioni di viaggio

Ogni volta che organizziamo un viaggio si decide un itinerario; si scelgono i luoghi che vorremmo vedere e allo stesso tempo — inevitabilmente — si trova un luogo dove ristorarsi, riposarsi, una sorta di dimora fuori da casa. Sarà lì che per qualche giorno dovremo ritrovare quel senso di benessere così necessario.

Annotazioni di viaggio

Le festività pasquali in Sicilia sono da sempre tra le più radicate nella tradizione, forse anche perché racchiudono in sé le tre ricorrenze che così bene rappresentano il ciclo della vita e la magia della fede:

Annotazioni di viaggio

Il gioco delle ricorrenze determina l’identità di un luogo, e ogni volta che mi trovo a ripercorrere la storia della villa vedo un rigirio di persone e situazioni molto diverse, eppure unite da un tratto comune. Per tutti coloro che l’hanno abitata, Villa Boscarino è sempre stata un luogo di accoglienza, cura e rifugio. Oggi lo è per gli ospiti che vi soggiornano in cerca di riposo e cultura. In passato lo è stato per i miei familiari che vi hanno trascorso calde estati di villeggiatura.

Annotazioni di viaggio

Il territorio Ibleo si estende nella zona sud orientale della Sicilia, il complesso dei monti Iblei caratterizza quest’area della regione in modo unico. La roccia che costituisce questo ammasso montuoso, sormontato dal più alto monte Lauro (986 m) ha origini antiche, vulcaniche. renaria e basalto si sviluppano creando paesaggi inediti, caratterizzati dalle Cave

Annotazioni di viaggio

Nella contrada Palazzello, situata a > Ragusa superiore, inizia la storia di Villa Boscarino e dell’uomo che l’ha voluta. Non solo un uomo, ma un medico, appassionato e coraggioso che a fine ‘800, di ritorno dal suo viaggio di specializzazione a Parigi, fu sorpreso da una tremenda epidemia di colera.

Annotazioni di viaggio

Una terra che ispira... Su quest’isola, nel bel mezzo del mediterrano, sono nati grandi autori e stupende storie, con protagonisti che ormai sono diventati parte integrante dell’immaginario di ognuno di noi.

01/07