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TERRITORIO

Il fascino antico della Sicilia: tra letteratura e cinema

 

Luoghi reali che diventano storie

Su quest’isola, nel bel mezzo del mediterrano, sono nati grandi autori e stupende storie, con protagonisti che ormai sono diventati parte integrante dell’immaginario di ognuno di noi. 

Tra le strade delle sue città hanno passeggiato tanto letterati, quanto investigatori dall'intuito infallibile; famiglie nobiliari in decadenza hanno ballato nei saloni dei palazzi barocchi scelti apposta per loro da registi pluripremiati. 

La penna di Camilleri ad esempio ha dato vita a Vigàta, situata nella provincia immaginaria di Montelusa. Per realizzare la rappresentazione televisiva di questo luogo della fantasia sono state scelte le province di Ragusa, Siracusa e Agrigento. 

Inizialmente, nella mente di Camilleri, Vigàta era collocata nella zona di Porto Empedocle, ma nella serie è stata plasmata unendo insieme diverse zone del ragusano, anche lo scrittore si è detto piacevolmente influenzato da questa scelta.

Ne Il commissario Montalbano vedremo Ragusa superiore e Ragusa Ibla unite dalla famosa scalinata ben nota ai fan della serie;  il dottor Pasquano che gioca a carte nel Circolo di Conversazione di Ragusa Ibla — dove Camilleri era davvero solito andare — mentre il Municipio di Scicli diventa il Commissariato di Vigàta. 

Ritroviamo Pasquano a fare colazione degustando le delizie del luogo in una bella casa che si affaccia proprio sul duomo di San Giorgio, che in realtà è a Modica.

È Pozzallo, invece, a prestare il porto a Vigàta, mentre la fornace Penna a Sampieri è diventata la Mànnara,  malfamata località dove traffici illegali si intrecciano con prostituzione e misteriose sparizioni. Vigàta farà suoi anche alcuni scorci di Ispica come piazza S. Maria Maggiore o piazza S. S. Annunziata; nell’episodio “La concessione del telefono” si nota anche una Locomobile Style del 1902, parte della collezione privata della famiglia Boscarino. 

Ci sono poi quei luoghi che la penna di Camilleri ha deciso di non modificare, come ad esempio i templi greci della valle di Agrigento e quelli di Selinunte, oppure il quartiere arabo di Mazara del Vallo e Tindari.

Non ultimo il Castello di Donnafugata diverrà la residenza blindata del fittizio boss mafioso Balduccio Sinagra. Questo antico edificio arricchito dal tempo ha ospitato anche il cast de Il racconto dei Racconti di Matteo Garrone, ma la prima volta che comparve in video fu con Kaos di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. 

La cosa curiosa è che Donnafugata è anche il nome della città immaginaria ideata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa e ispirata a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. Ma anche qui la trasposizione cinematografica necessitava di accordare la fantasia con luoghi reali, così Luchino Visconti scelse di trasformare Villa Boscogrande a Cardillo — situata nella suggestiva Piana dei Colli — nella residenza del Principe Salina. 

 

“Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi.”

Giuseppe Tomasi di Lampedusa - Il Gattopardo

 

Santa Maria delle Scale >  300 scalini uniscono Corso Italia — a Ragusa superiore — e Ragusa Ibla. Un panorama mozzafiato a qualsiasi ora del giorno fa da cornice alla chiesa simbolo della ricostruzione avvenuta in seguito al terribile terremoto del 1693. (link) 

Il Castello di Donnafugata > Vicino a Ragusa sorge il famoso Castello di Donnafugata, il suo stile neogotico con le torri laterali, la sua grandezza e il suo magnifico parco con elementi esoterici rappresentano un perfetto archetipo della nobiltà del tardo ‘800. La sua costruzione risalirebbe addirittura ai tempi dei Saraceni, ma fu Corrado Arezzo, il Barone di Donnafugata, nel 1865, a volere la ristrutturazione che gli donò l’aspetto che conosciamo oggi. 

La leggenda vuole che debba il suo nome alla regina Bianca di Navarra, promessa in sposa al Conte di Cabrera, che fuggì per evitare il matrimonio.

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Dalla finzione alla realtà

Accade anche, in questa terra piena di sorprese, che dietro un luogo di fantasia si nascondano storie reali. La casa di Montalbano a Marinella per esempio è davvero una villetta adagiata sulla spiaggia, ma di Punta Secca. Pare che un tempo fosse un laboratorio di dissalazione del pesce poi acquistato da un avvocato e divenuto residenza privata. Sulla bella terrazza dove il commissario beve il suo caffè si sono affacciati anche Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino,  Elvira Sellerio e, in epoca più recente, anche lo stesso Camilleri. 

Quella che potrebbe sembrare solo la location perfetta per delle riprese televisive è invece un punto di incontro della cultura siciliana. 

Un altro esempio di come la Sicilia abbia ispirato l’opera di grandi autori è in Sciascia, che amava così tanto la sua terra da dipingerla in tutte le sue meraviglie e lati più oscuri. Con  il coraggio di rendere l’omertà mafiosa parte dei suoi racconti, togliendole in questo modo il potere dell’invisibilità. 

Tra i luoghi amati da Sciascia vi è sicuramente la sua cara Racalmuto, in provincia di Agrigento. Ed è proprio qui che ha sede il famoso Circolo Unione, in vicolo Rapisardi, che ha visto Sciascia impegnato nelle numerose iniziative culturali, che resero il circolo non più un circolo di Nobili ma un luogo di incontro e sapere, non che teatro delle sue pagine. Infatti veniva definito dai soci stessi “Luogo reale e al tempo stesso letterario, grazie alle pagine lucide e caustiche del socio Leonardo Sciascia”.

Tra i suoi saggi invece ricordiamo Pirandello e la Sicilia dove Sciascia ci da notizia della sua terra attraverso letture ed esperienze che analizzano in maniera sublime la figura dello stimatissimo compaesano Pirandello, passando da capisaldi della letteratura sicula come Verga — nato a Vizzini in provincia di Catania — e Tomasi di Lampedusa, ma anche attraverso personaggi dimenticati come Emanuele Navarro della Miraglia, anche lui di natali agrigentini.

Questa terra, musa perpetua di autori in cerca di luoghi da immaginare, trasforma la fantasia in realtà, regalando nuova vita a palazzi e strade già pieni di storia.

“La vita o si vive o si scrive, io non l’ho mai vissuta, se non scrivendola.”

Pirandello

 

 

foto Circolo conversazione Ragusa Ibla
credits: http://reportagesicilia.blogspot.com/2018/07/lottocentesco-scrigno-del-circolo-di.html 
foto Castello di Donna Fugata, 
credits: “Kaos” F. Franchi e C. Ingrassia
foto Terrazza di Montalbano
credits: serie televisiva “Montalbano”
foto Bufalino e Sciscia
credits: Fondazione Bufalino https://www.fondazionebufalino.it/gesualdo-bufalino/fotografie#prettyPhoto 
 

DIARIO

Annotazioni di viaggio

3 giorni tra bellezza e buon cibo

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Ogni volta che organizziamo un viaggio si decide un itinerario; si scelgono i luoghi che vorremmo vedere e allo stesso tempo — inevitabilmente — si trova un luogo dove ristorarsi, riposarsi, una sorta di dimora fuori da casa. Sarà lì che per qualche giorno dovremo ritrovare quel senso di benessere così necessario.

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Le festività pasquali in Sicilia sono da sempre tra le più radicate nella tradizione, forse anche perché racchiudono in sé le tre ricorrenze che così bene rappresentano il ciclo della vita e la magia della fede:

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Il gioco delle ricorrenze determina l’identità di un luogo, e ogni volta che mi trovo a ripercorrere la storia della villa vedo un rigirio di persone e situazioni molto diverse, eppure unite da un tratto comune. Per tutti coloro che l’hanno abitata, Villa Boscarino è sempre stata un luogo di accoglienza, cura e rifugio. Oggi lo è per gli ospiti che vi soggiornano in cerca di riposo e cultura. In passato lo è stato per i miei familiari che vi hanno trascorso calde estati di villeggiatura.

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Nella contrada Palazzello, situata a > Ragusa superiore, inizia la storia di Villa Boscarino e dell’uomo che l’ha voluta. Non solo un uomo, ma un medico, appassionato e coraggioso che a fine ‘800, di ritorno dal suo viaggio di specializzazione a Parigi, fu sorpreso da una tremenda epidemia di colera.

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Una terra che ispira... Su quest’isola, nel bel mezzo del mediterrano, sono nati grandi autori e stupende storie, con protagonisti che ormai sono diventati parte integrante dell’immaginario di ognuno di noi.

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